Pesce crudo: come consumarlo senza rischi

Il pesce crudo è l’alimento che va più di moda in questo periodo. Nella cucina mediterranea, il pesce crudo si presenta sotto forma di carpaccio, ma con i boom dei ristoranti giapponesi, le parole “pesce crudo” ci fanno subito pensare al buonissimo sushi.

Ma quanto ne sai sul consumo del pesce crudo?

Sushi trayE’ fondamentale sapere che il pesce va scottato qualche minuto sul fuoco oppure congelato per almeno 96 ore nel freezer casalingo per scongiurare qualsiasi pericolo di batteri o parassiti presenti nell’animale.

Tra quelli più conosciuti, troviamo l’anisakidosi, un parassita che si trova comunemente in numerose specie marine, pericolosi per l’uomo se ingeriti come larve: provocano sintomi come nausea, vomito e diarrea e varie reazioni allergiche.

L’anisakidosi è una forma di parassitosi tra le più gravi che si possono contrarre assumendo pesce crudo, ma esistono anche altre forme di batteri e tossine quali Listeria, l’E.coli e le più diffuse come la Salmonella e l’Epatite A.

A servizio del cittadino, è stato pubblicato un comunicato sulla Gazzetta Ufficiale del luglio 2013, dove si danno indicazioni precise sulla conservazione, la cottura e la somministrazione del pesce crudo.

Ne cito qualche frase.

“Per tutelare al meglio la salute dei cittadini, informandoli sul corretto impiego di prodotti della pesca in caso di preparazione domestica (congelare per almeno 96 ore a -18°C), il Ministero della salute ha previsto che nei punti vendita vengano date tali informazioni attraverso un apposito cartello (Decreto 17 luglio 2013 in attuazione della legge 8 novembre 2012, n. 189).”

Cliccando qui poi trovare il comunicato ufficiale sul sito Governativo.

 

Bello, buono e raffinato, ma consumalo nel modo corretto.

 

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